La biblioteca di Merlino

"L'incantatore Merlino", illustrazione di Howard Pyle (1903)

“L’incantatore Merlino”, illustrazione di Howard Pyle (1903)

In questa sezione del sito troverete una raccolta di titoli riguardanti Merlino. Si tratta della mia «biblioteca» personale che qui, in base al mio gusto, recensisco e commento.
Per il momento non saranno presi in considerazione i numerosi romanzi fantasy ispirati a Merlino (perlomeno quelli scritti nell’ultimo secolo), ma esclusivamente testi di interesse storico e saggi. Con questi ultimi va da sé la domanda sull’affidabilità e credibilità dell’autore, domanda che si applica sia a saggi di carattere «informativo» che a saggi di carattere «interpretativo».

Di conseguenza, ogni testo può essere diversamente catalogato a seconda dello «spirito che lo anima»:

1. Testi primari, come ad esempio la Historia Regum Britanniae o Il Libro del Graal di Robert de Boron: sono i testi originari, fondamentali per la comprensione di Merlino e punto di partenza per ogni ricerca. Definiti i testi base, l’orizzonte può essere allargato dipendentemente dall’interesse personale, arrivando a comprendere aree più o meno ampie di letteratura dell’Alto e Basso Medioevo e Rinascimentale.

2. Testi relativamente recenti di ricostruzione storica delle fonti, delle origini e degli sviluppi della figura di Merlino: sono saggi che, partendo dai testi primari e da altri testi, si propongono di delineare il percorso evolutivo di Merlino come personaggio letterario attraverso il tempo. L’attenzione che deve essere messa nella lettura di questi saggi, specie quando si riferiscono ad epoche «lontane», è dovuta a due fattori principali: le fonti possono non essere citate correttamente (un po’ come accade per il gioco del «telefono senza fili») e, di conseguenza, certe ricostruzioni possono risultare fantasiosi e faticosi tentativi di tessere una trama laddove, in realtà, non si possiede neppure il filo.

3. Testi di analisi/interpretazione del significato della figura di Merlino: sono i saggi che più specificatamente si occupano della contestualizzazione, del «messaggio» e del «ruolo» di Merlino da un punto di vista sociale/filosofico. Da una parte si hanno testi che analizzano rigorosamente l’ambientazione storica e non di rado si soffermano sul valore delle profezie per i lettori coevi nonché sulla dualità celtico-cristiana della tradizione merliniana. Dall’altra si hanno testi che, attuando un’opera di attualizzazione più o meno arbitraria, percorrono una direzione spirituale/metafisica per così dire «allargata», e a volte adottano in modo parziale certe fonti a scapito di altre per adattarsi allo scopo: queste interpretazioni sul Merlino occulto si basano essenzialmente sulle particolari credenze dell’autore.

Ma, per iniziare, ecco l’elenco parziale in ordine alfabetico dei libri trattati:

Historia Regum Britanniae – Goffredo di Monmouth, Treves Editore, 2006

I due primi libri della istoria di Merlino – a cura di Giacomo Ulrich, Ed. Romagnoli, 1884

I romanzi della Tavola Rotonda – Jacques Boulenger, Arnoldo Mondadori Editore, 1981

Il libro del Graal – Robert de Boron, a cura di Francesco Zambon, Adelphi Edizioni, 2005

Il mago Merlino, nebulosa o galassia – Emilio Renda, Salvatore Sciascia Editore, 2010

Il mistero del Mago Merlino – Adolfo Morganti, Il Cerchio Iniziative Editoriali, 1997

Il romanzo cavalleresco medievale
– Daniela Delcorno Branca, Sansoni, 1974

Il romanzo di Merlino – Jacques Boulenger, Sellerio editore Palermo, 2007

La follia del mago Merlino – Geoffrey di Monmouth, a cura di Alberto Magnani, Sellerio editore Palermo, 1993

La morte di Re Artù – Pseudo Walter Map, Il Cerchio Iniziative Editoriali, 2012

La storia del Mago Merlino – Friedrich Schlegel e Dorothea Schlegel, Treves Editore, 2006

La storia di Merlino di Paolino Pieri – edita ed illustrata da Ireneo Sanesi, Bergamo Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1898

La storia di Merlino – Paolino Pieri, a cura di Mauro Cursietti, Zauli Editore, 1997

La tradizione segreta nella leggenda arturiana – Gareth Knight, Gruppo Editoriale Armenia, 1998

La vera storia di Merlino – Manfred Böckl, Newton & Compton Editori, 2003

Le profezie di mago Merlino – R.J. Stewart, Meb, 1989

Merlino il profeta, l’avventura del Graal – a cura di Jose Vincenzo Molle, Ecig, 1996

Merlino l’incantatore – a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magnini, Oscar Mondadori, 1996

Merlino o l’eterna ricerca magica – Jean Markale, Oscar Mondadori, 1999

Poemi e ballate celtiche – Aneurin Taliesin Myrddin, a cura di Silvio Canavese, Keltia Editrice, 1996

Profezie e visioni del mago Merlino – Goffredo di Monmouth, a cura di Adolfo Morganti, Il Cerchio Iniziative Editoriali, 2008

Schede Umanistiche, Fortuna quattrocentesca di Merlino – Daniela Delcorno Branca e Oriana Visani, Editrice Clueb, 1993, 1 semestre

Schede Umanistiche, Fortuna quattrocentesca di Merlino – Daniela Delcorno Branca e Oriana Visani, Editrice Clueb, 1994, 1 semestre

Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri – Malory, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magnini, Oscar Mondadori, 1985

Vita di Merlino con le sue profetie – Venezia, 1554

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Merlino in Italia

Prima pagina delle "Prophecies de Merlin", Cod. Bodmer 116, Ginevra

Prima pagina delle “Prophecies de Merlin”, Cod. Bodmer 116, Ginevra

Questa prima parte tratta dell’origine e della graduale diffusione della fama di Merlino in Italia grazie a testi in italiano o redatti in Italia.
Qui, la presenza di Merlino può essere letta nelle due principali ramificazioni: il Merlino romanzesco e il Merlino profetico. Il primo ebbe diretta ispirazione dal MERLIN di Robert de Boron; il secondo dalle PROFEZIE di Goffredo di Monmouth. Il grande successo del secondo fu dovuto al fatto che, prestandosi a manipolazioni ed elaborazioni adattabili al panorama italiano, acquisì vita autonoma, peculiare, e spesso andò a integrare il primo.

Il Merlino profetico fu il primo ad apparire sulla scena italiana, quando le PROFEZIE di Goffredo (1135) circolavano in Europa sia come opera indipendente (LIBELLUS MERLINO) sia raccolte nel VII libro della HISTORIA REGUM BRITANNIAE.

La prima testimonianza di Merlino in Italia viene da Gioacchino da Fiore (1130-1202) nel DE VITA SANCTI BENEDICTI ET DE OFFICIO DIVINO SECUNDUM EIUS DOCTRINAM:

Manente Ecclesia Christi in pace, adversus reges quosdam,
qui erunt similes regum Persarum et Medorum, regnum aliud consurget,
quod dictum est in spiritu hircus caprarum, designatum in
regno Alexandri regis, atque ex hoc in nichilo ledetur Ecclesia, sicut
nec Alexander lesit Ierusalem, sed magis, etsi in falsa fide,
hostias tamen Domino in templo obtulit, et pacem illi stabilem firmamque
servavit. De quo videlicet hirco caprarum, etiam Merlinus
britanicus videtur facere mentionem, qui postquam locutus est de
quodam rege, quem et satis commendat, adiecit et ait: «sequetur
hircus venerei casti».

Alla luce della fama delle PROFEZIE si spiega l’attribuzione a Merlino stesso dei VERBA MERLINI (o DICTA MERLINO). Inserito nel conflitto fra la propaganda papale e quella imperiale, è un breve scritto riguardante Federico II (1194-1250) e composto negli anni ’40 del 1200, che non ha nulla in comune con le PROFEZIE di Goffredo di Monmouth. Dopo aver accennato inizialmente a Federico I e a Enrico VI, i VERBA MERLINI indicano in termini allusivi alcune tappe della carriera di Federico II, insistendo fra l’altro sulla sua azione contro Roma: “Dividerà e distruggerà Roma (…) guarderà Roma con un occhio torvo”.

Ma il testo redatto in Italia (anche se in lingua francese) che ebbe maggior influenza nella diffusione del Merlino profetico apparve nella seconda metà del 1200: le PROPHECIES DE MERLIN. L’autore è un veneziano, molto probabilmente un minorita francescano, che con lo pseudonimo di maestro Riccardo d’Irlanda scrisse tra il 1272 e il 1279 e riporta, oltre a episodi della vita di Merlino, profezie su eventi italiani dell’XI, XII e XIII secolo. Fu portato in stampa per la prima nel 1927 da Lucy Allen Paton seguendo il manoscritto conservato a Rennes, per Oxford University Press, Londra. Del 1992 è l’edizione di Anne Berthelot, dal Cod. Bodmer 116 della Fondazione Martin Bodmer di Cologny, Ginevra.

Col diffondersi del MERLIN di Robert di Boron (1210), al genere profetico andò ad aggiungersi quello più marcatamente romanzesco e comparvero in Italia le prime traduzioni ed elaborazioni. Le PROPHECIES entrarono dunque come integrazione al Merlino romanzesco, rappresentato da due testi principali:

– STORIA DI MERLINO, attribuita a Paolino Pieri (ca. 1270-1340) e composta tra il 1324 e il 1330. Il manoscritto venne stampato per la prima volta nel 1898 come LA STORIA DI MERLINO edita e illustrata da Ireneo Sanesi, Bergamo, Istituto italiano d’arti grafiche. Mauro Cursietti ne ha curato una nuova edizione nel 1997 per Zauli Editore.

– edizione a stampa della HISTORIA DI MERLINO (Venezia, 1480), poi VITA DI MERLINO in successive edizioni, da un manoscritto datato 1379 (in francese oppure già tradotto in italiano dal francese) in possesso di Pietro Delfino (Venezia, 1444-1525). Ebbe diffusione dal secolo scorso grazie alla pubblicazione nel 1884 de I DUE PRIMI LIBRI DELLA ISTORIA DI MERLINO RISTAMPATI SECONDO LA RARISSIMA EDIZIONE DEL 1480, Bologna, Romagnoli, a cura di Giacomo Ulrich.

Tra i due testi non c’è rapporto di dipendenza diretta per quanto riguarda la parte romanzesca. Pertanto, se la HISTORIA utilizza il MERLIN di Robert di Boron, la STORIA di Paolino Pieri è basata su un testo finora sconosciuto. Entrambi, comunque, presentano contaminazioni dalle PROPHECIES e sviluppano in termini “locali” il Merlino profetico. In particolare, sono due i temi principali sviluppati dalle profezie nei testi italiani: Venezia e i cavalieri della Tavola Rotonda.

(segue)

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Vita di Merlino nella versione più conosciuta

"Merlin", illustrazione per il libro "Le Morte d'Arthur" di Sir Thomas Malory, 1893-1894. Inchiostro su carta, di Aubrey Beardsley (1872–1898)

“Merlin”, illustrazione per il libro “Le Morte d’Arthur” di Sir Thomas Malory (1893-1894). Inchiostro su carta di Aubrey Beardsley (1872–1898)

La storia di Merlino più attestata e frequente (le varianti saranno trattate in un’altra sezione del sito), narra che nei secoli tragici e bui dopo il crollo dell’Impero di Roma, la Britannia fu a lungo devastata dalle guerre civili.  Scrive Goffredo di Monmouth nella sua HISTORIA REGUM BRITANNIAE che, dopo aver fatto uccidere il legittimo re Costanzo, l’usurpatore Vortigern si facesse re, governando per qualche tempo grazie ai mercenari Sassoni da lui chiamati sul suolo britannico in proprio aiuto; in seguito questi lo abbandonarono e, aggreditolo ripetutamente in campo aperto, lo costrinsero a rifugiarsi in un’impervia zona del Galles.

In quella regione dell’antica Britannia, a quel tempo chiamata Cambria, viveva la giovane figlia del re dei Demeti, ospite della comunità di monache di San Pietro nella città di Carmarthen. Ad essa, che mai aveva conosciuto uomo, apparve per più notti un demone in forma di bellissimo giovane, che a lungo la blandì, la sedusse e infine abusò di lei nel sonno. Da quella unione nacque Merlino, che dal padre ereditò la conoscenza delle cose passate e future e dei misteriosi legami che le uniscono al di là del tempo, e dalla bontà della madre, che volle strapparlo al male col Battesimo, ottenne il dono di uno spirito volto al bene.

Ben poco si sa dei suoi primi anni. Dopo aver fatto assolvere la sventurata madre dall’accusa di adulterio, trascorse la sua infanzia serenamente nella propria città natale crescendo gradualmente la propria padronanza del potere profetico. Quando Merlino ebbe sette anni il re usurpatore Vortigern, dietro consiglio dei propri druidi, volle far costruire ai confini delle terre un castello imprendibile per proteggersi dalla violenza dei Sassoni e dalle incursioni sempre più incalzanti del legittimo erede al trono di Britannia, Aurelio Ambrosio, tornato in armi dalla Bretagna continentale assieme al proprio fratello Uther. Fu scelto a questo fine il monte Erir, ma durante la costruzione del maniero per tre volte le fondamenta appena gettate senza apparente motivo vennero ingoiate dalla terra, e pertanto si parlò di sortilegio; di fronte a ciò Vortigern chiamò nuovamente a consulto i suoi maghi druidi, che gli consigliarono di sacrificare sul luogo della costruzione un bambino senza padre, impregnando del suo sangue la terra traditrice e le pietre da costruzione, per rinforzarle in eterno.

Vennero subito sguinzagliati per tutto il reame messi e soldati del re, alcuni dei quali scoprirono il giovane Merlino a Carmarthen mentre giocava, e lo condussero da Vortigern assieme alla madre. Merlino a quel tempo già padroneggiava l’arte della profezia; di fronte al re, non appena venne a conoscenza del vero motivo della sua convocazione, rivelò il vero significato dei misteriosi crolli, confondendo con la propria sapienza le vane superstizioni dei maghi. Chiese al re di far scavare il terreno traditore per scoprire la verità. Scavando sotto le fondamenta del castello, gli uomini del re trovano dapprima uno stagno, che rendeva così instabile il suolo; prosciugato lo stagno, come Merlino aveva previsto, furono trovate due grandi pietre in cui erano dormienti due draghi, uno bianco e uno rosso, che immediatamente si svegliarono e iniziarono a lottare sanguinosamente tra loro; dopo alterne fasi di combattimento il drago rosso riuscì a uccidere quello bianco, ma rimase mortalmente ferito, e poco dopo si sdraiò a terra e morì.

Interrogato dal re, Merlino così interpretò il significato del prodigio: il drago rosso erano i Britanni che a causa del tradimento di re Vortigern, che aveva chiamato i Sassoni in Britannia per combattere il legittimo sovrano, sarebbero stati a lungo oppressi dagli invasori (il drago bianco), fino alla riscossa ad opera del Cinghiale di Cornovaglia. Oltre a ciò Merlino vaticinò attorno alla triste sorte futura di Vortigern, al grande futuro della Britannia, alle gesta del figlio di re Uther e alle lotte e sconvolgimenti che sarebbero avvenuti nei secoli futuri. Queste profezie conobbero tanta fortuna che furono tramandate in forma scritta, e tradotte nelle principali lingue della Cristianità.

Negli anni seguenti, dopo che re Aurelio Ambrosio fu ucciso a tradimento col veleno, Merlino aiutò re Uther Pendragon a liberare la Britannia dai Sassoni invasori e ad affermare la propria autorità sovrana tra tutti i nobili del Regno, rendendolo più volte vittorioso grazie al proprio consiglio e ai propri incantesimi. Rimase celebre il prodigio con cui Merlino sconfisse la forza di tutti i guerrieri del reame, portando magicamente in volo dall’Irlanda gli antichi megaliti dell’Anello dei Giganti fino alla piana di Stonehenge, dove ancor oggi è possibile ammirarli, mentre tutti i guerrieri della Britannia riuniti non erano riusciti a spostarne nemmeno uno.

Quanto Uther era già noto come lo sterminatore dei Sassoni pagani e il sovrano riconosciuto di gran parte della Britannia, durante la festività della Pasqua conobbe Ygraine, la giovane e bellissima moglie di un suo vassallo, il duca Gorlois di Cornovaglia, e se ne innamorò follemente fino a scatenare un’ingiusta guerra contro il duca. Questi si ritirò nell’imprendibile rocca di Tintagel, che re Uther cinse a lungo d’assedio, invano. Fu chiamato Merlino, che era al seguito dell’esercito del re, affinché trovasse il modo di raggiungere Ygraine; egli dapprima tentò di dissuadere Uther, ma di fronte alla sua insistenza e “commosso dalla profondità di quell’amore” gli permise di trascorrere una notte con lei, mutando per magia le sue sembianze in quelle del duca. Da questa unione illegittima nacque un bimbo, Artù, che appena nato venne affidato a Merlino, il quale a sua volta lo affidò a un prode e modesto cavaliere, Ector, perché lo allevasse col proprio figlio Kay.

Sedici anni dopo, re Uther morì a sua volta avvelenato, senza lasciare eredi maschi legittimi. I nobili delle diverse provincie della Britannia si riunirono in assemblea a Silchester e alla fine chiesero a Merlino, in virtù dei suoi poteri, di designare il successore di Uther Pendragon. Allora nella notte di Natale, durante la Messa di mezzanotte, apparve sulla piazza di Londra ove era in corso l’assemblea dei feudatari, una pietra con una spada meravigliosa infissa in essa fino a metà lama; sulla metà visibile della lama era scritto: “Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà Re”. Tutti i nobili e i cavalieri presenti tentarono ripetutamente la prova, senza risultato; anche i più forti non riuscivano a smuovere la spada di un millimetro. Quando giunse il turno di Artù, giovane quindicenne ancora ignaro della propria eredità regale, egli afferrò la spada con una mano sola e la estrasse senza alcuna fatica: quella era la spada chiamata Excalibur, forgiata nella magica contrada di Avalon, al di là del mare. Tutti i baroni presenti, tranne uno, rifiutarono per gelosia il verdetto della spada, accusando Merlino di aver cercato di far nominare re con l’inganno un ragazzo di dubbia discendenza; mossero assieme guerra ad Artù che, aiutato dal mago, riuscì tuttavia a vincere ogni resistenza, affermando in tutta la Britannia il proprio diritto sovrano e allargando la propria autorità su svariati regni, vicini e lontani.

Nel tempo in cui percorreva i sentieri del Paese per unire attorno al giovane re il maggior numero possibile di vassalli, Merlino si trovò ad attraversare la folta foresta di Brocéliande, e in quel luogo incontrò l’affascinante Viviana, una giovinetta verso cui i suoi poteri magici l’avevano già messo in guardia. In quegli anni Merlino era nella pienezza dell’età, e la sua bellezza poteva essere eguagliata solo dalla sua saggezza; tuttavia, se la sua nascita soprannaturale l’aveva colmato di doni meravigliosi, egli restava un uomo, e quindi esposto a una caduta sempre possibile. Malgrado l’avvertimento che gli proveniva dalla propria sapienza, Merlino cadde nel vortice dei sentimenti: folle d’amore per Viviana, tentò ogni strada per possederla e giunse imprudentemente a prometterle di condividere con lei ogni suo segreto se ella si fosse concessa a lui. Come pegno d’amore, Merlino costruì per Viviana un magnifico castello incantato sulle acque di un vasto lago, solo a loro visibile; ella sola avrebbe potuto accogliervi chi avesse voluto, mentre dall’esterno il castello sarebbe rimasto invisibile e sarebbe apparso soltanto il lago. Per questo motivo Viviana fu chiamata, da quel giorno in avanti, “la Dama del Lago”.

Dopo la vittoria di Artù e la riunificazione della Britannia, Merlino soggiornò spesso alla corte del re, a Camelot; lì, nella maturità dei tempi, rivelò al sovrano e a tutti i cavalieri la loro missione più importante: riconquistare il Sacro Graal, la mistica coppa che Gesù Cristo aveva usato nell’Ultima Cena e in cui successivamente era stato raccolto il Suo sangue sul Calvario; questa coppa dopo molte vicissitudini era giunta in Britannia, ed era custodita dal Re Pescatore. Il mago, per favorire la Cerca del Graal, istituì la Tavola Rotonda, attorno alla quale tutti i cavalieri degni della Cerca avrebbero potuto prender posto con pari dignità. Accanto al Seggio regale di Artù, la Tavola Rotonda conservava un posto vuoto, chiamato il “Seggio periglioso”, riservato al Miglior Cavaliere del Mondo. Alla Tavola Rotonda sarebbero stati ammessi, nel numero simbolico di dodici, solo i cavalieri degni di intraprendere la Cerca del Santo Graal.

Non appena ebbe terminato di erigere la Tavola Rotonda e il castello di Artù a Camelot, Merlino tornò da Viviana nella foresta di Brocéliande, sempre più infiammato d’amore per lei. Egli le aveva già trasmesso quasi tutta la sua Sapienza, tranne un ultimo incantesimo, che consentiva di tener prigioniero un uomo in eterno, in un carcere invisibile. Per strappargli l’ultimo segreto, Viviana gli promise di concedersi a lui se Merlino le avesse svelato anche quest’ultimo sortilegio; egli, nella usa follia d’amore, le trasmise tutto, e per la fatica cadde addormentato. Durante il suo sonno essa utilizzò ciò che aveva appreso e gli tessé attorno una prigione invisibile che lo privò di ogni potere magico, tenendolo prigioniero per sempre, fin quando durerà il suo amore per Viviana.

Merlino giace ancora là, ebbro d’amore e delle illusioni che Viviana imparò a tessere ogni giorno. Si dice che egli possa ancora parlare nel sonno a qualche eletto, e solo la venuta del Prescelto, il Miglior Cavaliere del Mondo, grazie alla sua purezza potrà liberarlo da una prigionia eterna.

(tratto da “Il Mistero del Mago Merlino” di Adolfo Morganti, 1997)

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Le 300 parole essenziali su Merlino

Merlino e Artù in un'illustrazione di Gustave Doré (1832-1883)

Merlino e Artù in un’illustrazione di Gustave Doré (1832-1883)

MERLINO è un personaggio di fantasia che non ha caratteri univoci e che si è sviluppato attraverso i secoli con gli apporti di vari autori e di varie tradizioni preesistenti. È conosciuto soprattutto grazie al ciclo Bretone ed è consigliere, profeta e mago (uno dei suoi poteri è la capacità di mutare forma) al fianco di re Artù, della cui nascita da Uther Pendragon e Ygraine ne è anche l’artefice.
Il primo abbozzo del personaggio così come lo conosciamo oggi risale al XII secolo attraverso l’opera HISTORIA REGUM BRITANNIAE di Goffredo di Monmouth, storico e scrittore gallese. Goffredo riprende il personaggio di Ambrosio (Ambrosio Aureliano, capo romano-britannico del V secolo) già descritto da Gildas (VI secolo), Beda il Venerabile (VIII secolo) e Nennio (IX secolo) e lo chiama prima Merlinus Ambrosius e poi Merlinus, assimilandolo al personaggio leggendario del pazzo profeta gallese Myrddin Wyllt (VI secolo) dal quale ricava anche il nome. A cavallo tra il XII e XIII secolo Robert de Boron, poeta francese, nel suo MERLIN approfondisce aspetti della vita di Merlino e attua una cristianizzazione marcata del personaggio, collocandolo nel ciclo Arturiano quale protettore e consigliere di Artù fino all’incoronazione. Thomas Malory, scrittore inglese del XVI secolo, scrive LE MORTE D’ARTHUR: elabora testi anonimi inglesi e francesi incentrati sulla continuazione del MERLIN di Robert de Boron e dà vita alla fonte più influente sugli autori successivi per quanto riguarda la figura di Merlino.
Figlio di una vergine e di un demone incubo, Merlino riceve dal padre il dono della conoscenza del passato; da Dio riceve il dono della conoscenza del futuro. A questa sua duplice natura, “buona” e “cattiva”, unita a poteri magici e a scopi grandiosi, si deve molta parte del fascino esercitato dal personaggio attraverso i secoli, permettendo ai vari autori di svilupparne aspetti sempre nuovi e sorprendenti. Entrati particolarmente nella fantasia popolare sono gli episodi nella vita di Merlino riguardanti Vortigern e i due draghi, il trasporto magico di Stonehenge dall’Irlanda, la spada nella roccia e la spada Excalibur, l’istituzione della Tavola Rotonda, l’edificazione di Camelot, la Cerca del Graal, Viviana e la sua prigionia.

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Da Vortigern ad Artù secondo Goffredo di Monmouth

Sintesi da HISTORIA REGUM BRITANNIAE

Costantino, re della Britannia, è fratello di Aldroeno, re dell’Armorica o “Seconda Britannia”, odierna Bretagna. Sposa una nobile di famiglia romana e ha 3 figli: Costante (che si fa monaco), Aurelio Ambrosio e Utherpendragon. Viene ucciso a tradimento da un Pitto (Scozia orientale e settentrionale).

Vortigern è duca dei Gewissei (popolazione della regione a est della Cornovaglia). Convince Costante a lasciare il monastero e salire al trono di Britannia dopo la morte del padre; in cambio dell’aiuto, Vortigern gestisce il potere del re. Assolda mercenari Pitti per difendersi dall’avanzata degli stessi Pitti e, per mano loro, fa uccidere a tradimento Costante. Aurelio Ambrosio e Utherpendragon, ancora giovani, si rifugiano in Bretagna.

Vortigern si incorona re. Ospita Horso e Hengisto, Sassoni (popolo germanico), ai quali consegna terre in cambio di aiuto contro i Pitti. Sposa Ronwen, figlia di Hengisto. I Britanni si ribellano all’ingresso dei Sassoni in Britannia ed eleggono re Vortimero, figlio di Vortigern, che in battaglia vince sul padre. I Sassoni fuggono.

Ronwen avvelena Vortimero. Quindi Vortigern riprende il trono e fa tornare Hengisto che arriva in Britannia con molti uomini. Vortigern, dubbioso sulle reali intenzioni di Hengisto, è spaventato e accetta un incontro pacifico con i Sassoni ad Ambrio. Nella piana di Salisbury si riuniscono molti nobili Britanni, disarmati, ma Hengisto li tradisce, si presenta armato, e li uccide.

Vortigern fugge in Cambria (Galles). Gli indovini gli suggeriscono di costruire una torre per difendersi dai Sassoni. Il luogo prescelto è il monte Eryro, nel Galles settentrionale, ma ciò che di giorno viene edificato di notte viene assorbito dal terreno e scompare.

Vortigern consulta gli indovini per la costruzione della fortezza (1471-1483)

Vortigern consulta gli indovini per la costruzione della fortezza (1471-1483)

Vortigern consulta gli indovini i quali lo consigliano di cercare un giovane senza padre, ucciderlo e aspergere col suo sangue le pietre e la malta. La ricerca del giovane finisce a Carmarthen, dove gli incaricati trovano due giovani, Merlino e Dinabutio. Dal dialogo tra i due, capiscono che Merlino non conosce l’identità del padre e vengono a sapere che la madre è figlia del re di Demetia (Galles meridionale). Conducono Merlino e la madre alla presenza di Vortigern il quale chiede l’origine del concepimento di Merlino.

Il giovane Merlino e sua madre davanti a re Vortigern (XIV secolo)

Il giovane Merlino e sua madre davanti a re Vortigern (XIV secolo)

La madre risponde di aver conosciuto un unico uomo che le faceva visita di notte, a volte scomparendo improvvisamente, a volte solo in voce, e che, alla fine, si è unito a lei in aspetto umano. Vortigern consulta il mago Maugantio il quale conferma l’esistenza di demoni incubi, in parte uomini in parte angeli, che possono assumere sembianze umane e unirsi a donne.

Il concepimento di Merlino (XV secolo)

Il concepimento di Merlino (XV secolo)

Il concepimento di Merlino (1450)

Il concepimento di Merlino (1450)

A questo punto Merlino chiede a Vortigern il motivo dell’incontro e viene a sapere che il re vuole sacrificarlo e bagnare del suo sangue le fondamenta della torre. Merlino vuole dimostrare la falsità degli indovini e li fa convocare davanti al re; chiede loro se  sanno cosa impedisca la costruzione della torre e cosa si trovi sotto le fondamenta. Gli indovini non rispondono. Allora Merlino chiede al re di far scavare sotto il terreno perché si sarebbe trovato uno stagno e nel fondo dello stagno due pietre cave e dentro di esse due draghi che dormono. (Fine del VI libro)

(VII libro: episodio dei 2 draghi con il giovane Merlino nei panni di profeta, vedi ARTICOLO)

La battaglia del drago rosso e del drago bianco davanti a Merlino e re Vortigern

La battaglia del drago rosso e del drago bianco davanti a Merlino e re Vortigern

Merlino legge a re Vortigern le sue profezie

Merlino legge a re Vortigern le sue profezie

(VIII libro) Vortigern, ammirato dalle capacità profetiche di Merlino, chiede di conoscere il proprio futuro. Merlino lo avvisa che gli si presentano due possibilità: morire per mano dei Sassoni o per mano di Aurelio e Uther. E infatti i due fratelli approdano nel frattempo all’isola e i Britanni incoronano re Aurelio, il quale, prima di occuparsi dei Sassoni, vuole sconfiggere Vortigern. Quindi si dirige in Cambria (Galles) e brucia la torre dove Vortigern si è rifugiato.

Hengisto, spaventato, fugge al nord inseguito da Aurelio. Si prepara la battaglia da ambo le parti. Eldol, duca di Gloucester, chiede ad Aurelio di battersi contro Hengisto nel ricordo della strage che egli fece dei nobili Britanni a Salisbury. È proprio Eldol a catturare Hengisto e, su consiglio dei duchi, lo uccide. Octa, figlio di Hengisto, si rifugia a York; Cosa, cognato di Hengisto, a Dumbarton. Aurelio si dirige a York; prima Octa e poi Cosa si arrendono e Aurelio concede loro una regione presso la Scozia.

Da questo momento Aurelio si dedica alla ricostruzione delle città semidistrutte da anni di guerre. Poi si reca a Salisbury e decide di erigere una costruzione capace di sfidare il tempo per commemorare il massacro dei nobili Britanni. L’arcivescovo di York, Tremorino, propone l’aiuto del mago di Vortigern, Merlino, che viene rintracciato nel paese dei Gewissei.

(SEGUE)

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